È da tempo riconosciuto che i lavori incentrati su aspetti relazionali, di qualunque natura, possano produrre effetti di logoramento e stanchezza nell’operatore, determinati proprio dalla gestione della relazione, la quale, compromettendosi, riduce inevitabilmente l’efficacia dell’intervento, indipendentemente dalla sua adeguatezza “tecnica”. Questo è vero particolarmente in tutti gli ambiti in cui la relazione è l’aspetto fondante del lavoro, quindi in tutti gli ambiti in cui l’obiettivo nucleare è la cura. La peculiarità del lavoro di cura sta specificatamente negli aspetti ambivalenti della relazione stessa, che, quando funzionante e ottimale, è in grado di generare anche importante soddisfazione personale nell’operatore. Partendo dal ruolo gestionale che prevede la relazione fra “vertice di funzione” e collaboratori, il corso si pone come obiettivo generale il potenziamento dell’autoconsapevolezza, nel singolo operatore, di quelli che sono gli aspetti individuali che rischiano di generare “compassion fatigue” e, al contrario, di quali risorse l’operatore dispone come individuo per contrastarla e per potenziare la soddisfazione professionale. Inoltre, la funzione di coordinamento prevede la necessità di monitorare attentamente le dinamiche di gruppo e di intervenire su di esse per renderle il più possibili fluide ed orientate alla collaborazione fra i vari operatori. A tal fine, è indispensabile individuare le dinamiche disfunzionali e porre dei correttivi ad esse, onde evitare che si cristallizzino e determinino possibili fratture dell’équipe stessa. Il corso sviluppa la consapevolezza di sé, delle proprie reazioni allo stress, delle risorse disponibili come individuo, del proprio grado di protezione dalla fatica connessa al lavoro relazionale, nonché delle sue manifestazioni nell’ambito del gruppo estrinsecate come dinamiche collettive, declinandola con alcuni concetti teorici che forniscano un quadro più amplio in cui poter considerare la propria situazione e quella dell’équipe che si coordina, quindi, fornire spunti di riflessione e di comprensione che possano problematizzare ed allargare la ricerca di soluzioni con ricadute positive sull’atmosfera del gruppo di lavoro. La miglior comprensione di quanto ci accade in contesti di stanchezza relazionale (compassion fatigue) permette di garantire un funzionamento del gruppo di lavoro più orientato alla collaborazione e prevenire dinamiche disfunzionali, trasformando il gruppo in una potenziale risorsa. Maggiori informazioni e iscrizione |